PRESSO PIKTKO PEK'.iEU A spese di Domenico S*ilgÌMO IVI H vendono nella Stamperia accosto 'I Ministero di Montereigine . L' EDITORE. T Ra gli Amici, che colla mia tollerabit indotta ini hw procurato nel mondo , ev- Ve ' pazienza . Son ricordevole di mie pro- esse , e v j a v j a j e v ,, tC j 0 adempiendo . Questo sto Tomo è il IV. e no:; dispero di sua fé- . 5 lice accettazione presso del pubblico . I* Re Truppe in Franconiu è Commedia ddl'er U' J dito Giovine Gualzetti, che col sorprende n- jj te intrigo dimostra varie passioni, e variOj J ridicolo . Sindain , e Beltra n , Dramma de Q Poetino dà la certa idea di una vera Ami" t) ( cizia . Il Mentire per Necessità, 0 sia h\ C°- o ^ raggiosa Risoluzione, è lavoro rappresenta* J to nel passato Carnevale in un privato $ , Teatro con applauso degl'intendenti. V ft ) tore, sebbene non abbia in genere di Corni" 5 < ca dato ancor saggio dell'Eroico, e de! p a " | ' tetico, che si ricerca in un Teatro publico e y -, del gusto presente, pure mi ha promessod» l \ contentarmi con tentare per un de' seguenti . Tomi una nuova produzione . Il Aid* » { ron di D. Vincenzo di Stefano può appagò* I re gli animi più sensibili , e meritare in e venire il seguito delle sue compagne , se flj 1 j) riuscisse di averle. Questo è per ora . A<** S dio. I* '^■''T^^oe^^crtS^^ocssoo^ i"5> mmÈ ^'^ éiA^* "^L-^ f LE TRUPPE ' I N FRANGONIA ' o sia ir, CONTE DI LANGE' COMMEDIA Originale Italiano DEL S1G. GUALZETTI DETTO ERISO M NAPOLETANO. \^^^U^Jf^ ■ » X— .s^^'^ZZ-^ ' 9 ^ft9^i»9»^ W NAPOLI MOCCLXXXIX. ^ ^ •** »-^»-»-3»>»»--e-«C*<-C<-<«^£<<-1 Wonis'ero di Montevergine li, ìt ~> Cm licenza ti Superiori g£ f fk^^^^^^^ ftH *WSoS5---- 7 PERSONAGGI- BARONE di Montebianco. ALONSO suo Fratello. BRIGIDA Figlia del Barone ragazza semplice . MARCHESE Mantrevel. Colonnello d'un Reggimento di tal nome. Cav. FERDINANDO Capitano. Monsieur FRAP Tenente. Monsieur TILMONT Altiere. MARIANNA Cameriera di Brigida . GIUSEPPINA altra Cameriera ..v LEONARDO. . Un Caporale, e due soldati. Servi del Barone. Facchini. La Scena è la Città di della Francfl- nia in una Galleria del Barone. ATTO L SCENA PRIMA. Il Barone in veste da camera , con lume, e alquante carti', è asside vicino ad un tavolino dove saravvi recapito da scrìvere . Dopo qualche tempo suona il campanello , e dice . NEssuno ha la bontà di venire a_ vedere cosa voglia il ladrone '■ se abbiasi rotta la nuca del collo, se volesse dare qualche ordine .... casa degli insorditi ! suona gridando da un ora è che mi sono svegliato per gridare i e tintinnare tutti i Campanelli del mio quarto ... Diavolo! Diavolo /,chi è fuori f .suonando sempre. SCENA U. Alonso , e detto . ■Alo. /""lOs'hai fratello mio Barone di mon- ?) V_J te bianco, che gridi da disperato? fw, Il Ciccolattc ? conteggiatilo ■Alo. E" all'ordine, in brieve lo porta Leo- nardo . Bene / come sopra vhf Che fai con quel lume appassionato ? *r» Sto lacrimando la decadenza di nostra casa . ^ lllorza lume fratello Barone di Montebianco ; è giorno non 1' hai veduto? 1 conti li farai stanotte. smorza il lu- m e •> ed apre ì balconi A 3 Bar. 4 ATTO Bar. Lei non s'intrighi ne'miei conti... tl vedo in assetto ! che vai fujri ? coti a buon ora ? Alo. Così a buon ora ! perche fratello mio Barone di Montebianco ho che fare assai. Bar. Vada felicissimo, e mi lasci con i mie 1 cfciiti . Alo. Ti hò prima a parlare . Bar. Si sbrighi. Alo. Saprà il mio Signor Fratello Barone di Montebianco, che questa mattina entra in Franconia la seconda colonna deh'anna- ta francese? Bar. E che viene a fare ? Alo. A svernare; e qui si dice che siano destinati i quartieri. Bar. Ehi ! Giuseppina ? Leonardo ? Pippo* Alo. Perchè chiami fratello ? Bar. Riaccendetemi il lume, inchiodate, - e finestre , i balconi , e tutti i buchi di mia casa. Alo. Barone perchè ? Bar. Non voglio veder militari. Alo. Che diavolo ti fanno i militari fratello Barone di Montebianco ? Bar. Hò una figlia , possono innamorarla e*l gor Fratello del Barone di Montebianco ; Alo. Rozzezza, bestialità ; e non viene qw- i! Cavaliere Ferdinando Capitano d^l K- e " gimento Mantrevel . Bar. Viene perchè da voi condotto ; » ia l0 non lascio di crepate . Ale F' un giovine pulito. Bur. O sporco, o pulito, vediamo di sbrì' garu da questo Signor Cavaliere che a*-' battanza mi ha rotto il capo. L' un m** PRIMO. 5 che frequenta questa casa. Sari pulito ; ma •o non voglio milita . •Alo- Oh bella-' mi fà ridere mio fratello Ba- sone di Monrebianco . Anzi questa casa sarà ricettacolo d'una mezza colonna. " Llr ' Come ! non signore ... •Alo- Non vagiiono i tuoi gridi. Qui in Frstn- conja debbe svernare il Reggimento Min- trevel, Colonnello del quale è il Zio del Cavaliere : egli vuofe suo Zio alloggiato in nòstra casa , e ni impose di dirlo a] mio -fratello Barone di Montebianco. i;< -"". E il Signor Fratello Barone di Mon- te Hanco , noti vuole uè Colonnelli, nò Ge- nerali ... nessuno ... lei dica che non v' e il mio piacere . ^ /o - Bugie , fratello , anzi vi è tutto il mio Ma il mio no. Testacela! alterato. v /o - E che mi preme. La casa è mia, e non voglio dispotici. La casa è tua , ed io Voglio esserne il. *»potico . SCENA ÌIT. Leonardo con ciccolatte , e detti. TLlustrissicno il ciccolatte. non badandolo . In mia casa milita-* r f, • e poi per passarvi tutta la vernata/ < nbn o pastegiando °\ '.Buona ciccolata, ben frullata .... vo- 8110 replicare t-eo &/r l t r ' Mi Signore •Al °' Mìo fratello è andato sulle furie, amo- Ciccolata. ' -;bbe dargli pran- . • ---'—mmmi* w miumv OHIj B, r U '?. de conll -i non vuol Ciccolata <-o, 7/f sopra Bisoguer-:bb f° mattina e sera mia riglia chiuderla U| w suiua , prendermene io le chiavi. A 3 dio* 6 ATTO Alo. Barone di Montebianco a che pensi ? Bar. Penso che il Signor Marchese.'... come tu bevi Ciccolacte ed io veleno. 'Alo. Un altra per mio fratello. Leonardo via E così, il Marchese deve venire in casa. Bar. Non sarà mai, Alo. Sai tu cosa sia un Colonnello ? Bar. Che fesse l'Imperador del Mogol ? Alo. Ha due battaglioni sotto al suo comando» Bar. A me non premono i su ;i battaglioni» Alo. Tutta Franconia avrà invidia di noi . Militari! e chi può stare a fronte di costoro f la gente più nobile. Sparge il sangue per \\ suo Sovrano . Bar.^ Che si faccia pure in fricassè io non vò vederla nè sentirla. Militari ! puh! Sj principia a sentir delle spampanate , fu»! di nobiltà, assedj amorosi, profusioni d'or" su i Tavolini, vivere alla moda, consul' tarsi solo col capriccio . Brigida mia figW semplice più dell' acqua in sentir tanti di** sin volti spropositi adderebbe a poco ap°" co acquistando quattro preggi francesi . t 'Alo. Quanto vivi ingannato Fratello nn° Barone di Montebianco . Questi sono i ve " ri Eroi . Bar. Se avessero saputo la tua condiscendenza verso di questi Eroi gli Autori de 1 R-C** li di Francia t'avrebbero inserito ne'lo r() tomi per il primo Palladino . Mio « J;ld ' e fù ingannato alla nascita tua , non dove* farti chiamar? Alonso ; ma Alocco » Alo. Ma fratello. Bar. M'hai seccalo, tu, la Francia, !l Co ' lonnello , i Militari, ed il Barone di Mj" 1 " tebiauco .... ma chi entra .... la visita. Stft" PRIMO. 7 SCENA IV. t Cavaìier Ferdinando, è detti, poi Lto- nardo con altro Cicco/atte . ^ " v - Clgnor Barone. Signor Alonso in in- O chino. Servo del Signor Capitano Cavaìier Ferdinando Nipote del M.uxhese, Colonnello del Regimento Mantrevel . a *r. Servo . ( Un «aiuto di mio fratello è una vera patente ) . sgridandomi , dicendo bestia , asinac- Cl .'> la casa è tua , puoi farci venire chi _ J?'u...ti pare, e piace. Son tenuto sommamente tanto alla vo- * t . a gentilezza,quanto alla pulizia del suo *> ! gnor fratello, qui finisce de bere Leo- . " "'do parte . 4*p Burla il Signor Cavaliere Ferdinando optano del Regimento Mantrevel: tanto V(JI i che il Signor Marchese avete assoluta autorità sa di noi. A a Cuv ' 8 ATTO Cav. Magli orni ente n»ì confondete . Quando è così all'univo di mio zio potrò introdurlo . Poco potrà tardare , è arrivato » piccolo distaccamento che lo precede . 'Alo. Voi non l'andate incontro.* Cav. Non posso allontanarmi dal mio p lC " chetto. 'Alo, Sarà un bel colpo d' occhio . Cav. V assicuro che resteremo allegri . quantità degli ufficiali che svernerà >n questa Città la renderanno brillante; e se vostro fratello non sdegnerebbe una militare conversazione.... Alo. La vuole, la desidera: per mezzo mio ve la domanda. Cav. M'impegnerò a tenervi divertiti. P er " mettetemi. Alo. Dove Signor Cavaliere ? . Cav. Da rispettabile casa per l 1 alloggio mio Tenente, Alo. Dove anriei à ? Cav. Per era non lo so di sicuro Una lettera mi pressa a provedergli d'abiuzi"" ne , comoda, e civile . 'Alo. E' del vostro reggimento? Cav. Ami delh Compagnia Colonnella . . Alo. Che dita mio fratello, vedendo divi 5 * d'alloggio la Compagnia Colonnella! £Ut " ti in casa nostra. Cav. Ma l'incomodo è così grande eh' io n° a ardirei suggerirvelo . Alo. Abbiamo camere a sufficienza ..veiig' 11 il Signor Tenente .... come si chÌA?*? questo Tenente ? -/Ni Cav. Monsieur Frap giovine allegro. Mo- Venghi adunque Monsieur Frap ?! PRIMO. 9 vine allegro Tenente de! Reggimento Man- trevel. Lav ' Al suo arrivo non mancherò partecipagli una nuova tale , che lo fora giubilai . Non pensate ad altro . Vado a porre in °i"diiie le stanze destinate ed al Colonnello Mantrevel , ed al Tenente Frap gio- allegro via saltando e mostrando t'Jtto il piacere . Eccomi nello stato di non più palpita- re « Mia cara Marianna aviò un momento felice per vagheggiarti, e non allenta* JWniii da te; ma viene. Tutto a lei si palesi . SCENA V. £. Marianna , e detto . jf*« T~\Ove mia Marianna ? F Non proseguite. Il dirmi cara m'of- c f *)de . Non credei offendervi chiamandovi con lf Hi noi11 e, quando tale mi siete. *r. Signore alla svelata. Voi siete Cavarle ^ r e, ed io una povera cameriera: la mia * ^dizione mal s' unisce alla vostra . «-idi. 1/ \i . E l'aver io frequentala questa casa? 1' a . Vsr ci introdotto il zio per esserti vicino « rep Uter ^ da voi un delitto ? non ama- r.' e il Cavaliere! il vostro Ferdinando! [ «rfi'V'' *" 10 > ma con quell'amore figlio j ? e ll innocenza , che sa destare gli affetti ' Pm pm-; ? e sacrosanti : v" adoro ne ardisco di confessarlo perche a farlo son A 5 for- io ATTO forzala da un interno moto che m' agit J il seno ad onta del mio stato infelice ••• Cavaliere ... aldio . Cav. Fermatevi. Pensate male di me . P'' versi da i vostri affetti non sono gli P*j fetti miei . Voi dite d' amarmi con un »" more innocente, ed io questo vi domai)' do Mi fulmini il Cielo se il contrario nutrisco . Mar. Tale vi credo. Ma al publico aspe £ ' to da tale non comparite . Un Cavali^ che di furtivo tenta parlare ad una cai» 1 :' riera è per lui un obbrobrio ; per me H più esecrando delitto che commetter 51 possa. Bilanciamo lo stato d'ambedue.V 1 voi si esoderà una violenta passione ì me una inscusabile condiscenza cred"*! figlia del vizio , e the ci rende ( berteli non tali) colpevoli d'accordo. Cav. Giudica male chi giudica dalle api' 1 renze . > Mar. Non possiamo evitarlo . Un difc' tt0 questo che dobbiamo noi stessi i' ic0 £5f ne, perchè il labro rare volte corrisp 0 " a quanto nel cuore conserviamo. ., y Cav, in questa casa poi non vi è la sola W • rianna . Si potrebbe pensare ch'iodi gida tossi amante . Mar. Ma ne siete voi tale ? Cav. Nò. Se adoro voi sola. Mar. La vostra confessione è indegna o Cavaliere che non nasce per^ing* fl , 1 }^. Parliamoci sinceri. Qual p^nsierec » ^ stro ? Sappiate che son disposta a riu "" 3ir , re qualsivoglia amante di qualunque P i go egli sia .... peto io vi amoi e P R I M O. ^ it sto amore è particolare . . nè da me si comprendi . \£>- Una lusinga talvolta ... ■tv» Voi oltrepassate i limiti del Cavaliere, del giusto , e dell'onesto. *- uv > Ah Marianna. Voi volete ch'io v'ami; n >a con qual amore non saprei . Se v'of- fend..' il mio Libro non ardirò in avvenire servirmi di quei nomi che a voi poco s °n grati . L'abborrirvi non si può pretendere da Ferdinando ; mi feci ima legge d adorarvi ; e questa legge mi fù dettata dalla venerazione , e dal rispetto . Mar. Signor Cavaliere, l'onor mio, il mio dovere dovrebbero che vi obligassi severamente a non comparirmi d' avanti t ma Cl ò mi costa un tormento che provo^senza avvedercene . L'essere a me vicino è un sollievo, un ebrezza che non conosco onde derivi, nè qual ne sia la sorgente . PC lungi vi portate; sospiro , m'agite e San posso reprimere quell'interna agitatone che tutta a voi mi trascina ... io »'i trovo confusa ... amo, ne mi è dato mterpetrare di qual tempra è questo amo- Ie • 11 tempo svilupperà questo incognito fenomeno ; ma voi se potete qualche vol- ta astenervi dal campante da Marianna T'attiratelo . con affanno, t con tuono di ^ Vo 'V che indichi il dispiacere . av ' 'iio ! non comparirvi avanti ! è questo j" n comando? lar - No. Un consiglio, amorosa che può Elidervi meno insoffribile l'affanno. Lav ' Anzi me lo moltiplica , togliendomi - un tal piacere. A O' Uat. 15 ATTO Mar. Ah Ferdinando no- vi ridate tanto à voi stesso. Amor è possente, e mal gi u " dica^ chi vuol crederlo sincero . IndifferW za è la più esposta . Tutte le nostre az- zioni tendono al loro fine . Quali siane rette, o indirette non entro a giudicare. Solamente sovvenitevi che per noi è p£" tiglioso fino un semplice affetto . Cav. Le vostre esortazioni dovrebbero • , ma che sento/ sode un Tamburro Mar. Suona il Tamburro ! \ Cav. E'mio zio con la seconda colonna,' ; a j mia pattuglia va sull'armi addio. La ti»? presenza e colà necessaria , ci rivedremo . via Mar. Cielo tu che sai quanto in questop*** to si racchiude , qual arcano ho sepoif nel seno , tu svelami di questo iflCOK»* la cagione. SCENA VI. • Alonso suonando ii campanello ) e detta P° Giuseppina , Leonardo e due servi- Alo. (~\ bumiu ? Leonardo ? Marianna» \J Minicuccio, Pippo ? servi tutn della casa del Barone di Montebismco nite, accorrete suonando sempre. Oh • sei qui Marianna ! udisti , si o nò ? Mar. Cosa Signore ? * g , jj Alo. Che testa è la tua Marianna Camer'^ 5 ra di Brigida mia Nipote Figlia del Baro' 1 ' Mar. Che dovea sentire ? y- e „ Alo. 11 Tamburro. Entra la colonna./ ne il Marchese Mantrevel. Movetevi p sto. Ehi gridando e suonando Giu se P" na ? Giuseppina . , • tiu. Eccomi Illustrissimo con altri seT ] cV , PRIMO. 13 Leo. Sono a suoi comandi. Alo. a Giutepp. Prendi ima scopa . Mnucuo cio, un secchio d'acqua . Rppò la ijJOZ- zuola o coda . Leonardo procurami una corda. Andate, e venite immantinente. partono per vie diverse . M «r. Che bisbiglio! ■Alo. E tu che fai là Marianna ! vanne da mia Nipote , mettila in gala, comparisi subito, M«r. Che novità/ Alon. Va non cercar altro . Vla-rian. parte tutti si sono r#ffrcdati, dove siete cor- rete i non vi è più- tempo. suona ** ! >/s. Eccomi con Minicuccio. Acqua e scopa. AUn. Aspergi dell'acqua, a Mime. Giuseppina spazza bene la galleria che venghi polita. Gl "s. Butta acqua Minicuccio • T ed esìeguono y°> Ecco la corda i ■Alon. a Pippo che viene con una spasmo* a coda Pippo dimena la tua coda >ù 'e bòffatte , e su i cristalli . Pippo Si sappia col tuo fìstolo quella corda , queste misure, a che servono ? ■Alon. Ho scandagliato la grandezza di quelle due stanze . Sw« Come ti è saltato saper questo adesso. A che preme ? ■^^oz/.P^rche dovendovici abitare*il Colonnel* lo; voglio che abbia la più vasta. Str. Dissi, che il Colonnello non ci porri piede in questa casa . Alan. Ho risoluto, e mi sono impegnato con parola. Quella stanza è destinata al Marchese Mantrevel t questa per il suo Tenente . Bar. Suo Tenente ! dlon. Si,suo Tenente, Alfiere, Sergente ; * se mi salta il grillo fratello Barone di Montebianco fin anco i Caporali . Ch rabbia ! maledettissimo fratello . S C K N A Vili. Leonardo , e detti poi ut Caporale . ( Leo. ^ Io lu , r e . Un Capo; ale cerca di voi. Wi O Fate dire che non sono in casa . « 'on. Fallo passare . »wr. Non ci sono . •AtoH. Ci sei ; che vanghi. Leo. Entra , o non entra il Caporale ? Vada, vada. ■«'on. Entri ; entri. Signor Caporale dove siete ? avanzatevi , è qui il Baror*» . «far. Maledetto chi mi fece Bag&s , ( Oh la casa de 1 tirarti ! ) M*. Stivò signorie loro r" me all'ingiù . . • P^zieiua . . . Militari, e bastone vanno d accordo ... chi entra ? SCENA IX. Monsieur Fr.:r> , e detto, poi l.eonardo . r * L? Hi ! Dica , è questa la casa del t, -A— i Barone , Barone . . . tì Bar. Cjii buona pace non avete niente • . Fr. Marcio alla sanf.ison . Tutto il ,n r . equipaggio a modo di dire puoi contei^j si in una scatola da tabacco... Corp 0 Bacco una mensogna a me / \ Bar. Mi facci il favore.- la cn'onna c ". £ entrata non ha trovato altra strada \ quella che conduce di botto a mia Fr. 11 Colonnello svernerà in questa c '" Bar. Si Signore ( per mia disgrazia. J ( ^ Fr. Come! il Colonnello sì, ed io " {) ; vY renderà conto d' un tal rifiuto chi co-i da in questa casa . ; , Bar. ( Miglio ! ) Lei stia, vadi , sve inverni, faccia tutto quello che le P.^ e piace . Volli scherzare (quante P" 1 ^,-, nii fà praticare la paura. ) PRIMO. ip * r « Figuravo che fossero grilli geniali del Barone . ° Jr - Mi dica vado: accomodandcuni ad esse - re un degnissimo Barone ? * r - Ne avete tutte le prerogative . ( Sia impiccato chi ti ci ha condotto.) *VSi potrebbe vedere la stanza destinata al mio Colonnello ? p r - E 1 quella per l'appunto. r > Bisogna osservarla . ti entra Vi mancava quest'altro pazzo p?r compimento dell'opera; che bell'inverno paleremo ! non vi sarà bisogno di foco , avremo chi ci scaldi . j\ r ''/\ venendo fuori Oibbò ! oibbò ! ( Un altra canzone ! ) che fù i r "P- Volete ammazzarmi il Colonnello X «l'iel che vedo ; che stanza indiavolata ! fnì meraviglio di voi Signor Barone .• non s ì trattano in tal guisa gli ospiti , ed ospU t l1 di tanto riguardo poi. risentito g"\ Ma che fù ? f r ' "<> J <"t, *W. Bar. Vi mando il fratello. Ve la sentii seco lui . ise le vostre ordinanze h i' 1 "? da f»re qualche onorevole uffizio , ' oi j' tuisco il fratello in mio lujgo . Que" F ' stanza..... ^ Frap, E più a proposito . r j Bar. Ne ho piacere. ( Respiro.) 4/ c , Leo-;. Siete stato ubidito. t ^ F f Frap Venite Bieco figliuoli . a soldati questa stanza tutto ciò eh' è di pertin^ 1 ', za del Colonnello trasportatelo in q u£ \ ' v , altra. Con prestezza, entra con i U| Bar. Servo indiavolato , perche hai f ;,t t passare quel cartoccio Militare . ^ Si è introdotto senza dirmi paro!- 1 ,' ^ Gli ho domandato chi fosse, ed altra » sposta non si è degnato farmi , che un brusca ciera , ed una girata di bastoni' ^ Bar. Non far passare altra razza cons" 11 '.^ ^ via Leon. ( bel concorso ! povera la 11 y f( ^. famiglia . ) via ... cfl e Si yrjp. E partito il Barone ! ah ah . - uomo timido! buono! Si farà tutto a" 1 «V»ià'J UIIII.'V . ^UV»UV7 • V-» 1 Kilt» » " - >//> C modo . in questo i soldati avranno tu ^ eseguito / Non occorre altro ritiratevi^ a < siede , e legge un libro che troverà fra un tavolino. <*> 0/? f *qp SCU' *!o PRIMO. CENA X. Alonso , Bri gì di , e detto 21 \ /| A cara la mia nipote attento a quan- 1V.L to ti dissi . Fuggi i falsi inse- Bwtiienti di tuo padre , e fa quanto il , 210 Uri , lì'appiglierò alla meglio, g.» Bravissimo. chi sarà quel Signore! f'* Un ufficiale ! voglio ritirarmi. ° n ; Ecco la prima bestialità ! ecco l'inci- *'ltà dettatati dal padre ! a P Chi saranno costoro ! bisogna conipli- uientare. Mi dico servo di quella Dama! ferisco quel Cavaliere . p e "' U suo nome Signor Uffiziaie ? 4 r ,"P Monsieur Frap. Uh amico del cuore! o il mio caro "'gnor Tenente Frap giovine allegro ben Ve "ga . Ero anzioso di vedervi. Datemi Un abbraccio. Brigida è questi il Tenen- le di cui parlonimi il Cavalicr Ferdinan- 5° Nipote del Marchese Colonnello del v r 41, K e ggimento Mantrevel 4 > P' Per 1' appunto . E voi Signore ? Fratello del Barone di Montebianco , di questa Ragazza , die porta il no- jp, ,e di Brigida fig'ia del medesimo . '(lhì_,'i . ° , o ( J* & lino 1 Annr^ . fnnhì Hi mnnsrt* Si Cuora Baroi ? «aitlló del Barone di ? ina tanto come d; con di conoscere la il Signor Aloo- Montebianco , tutta la stima rispettosamente mi • . ma la Baronessina perchè non -'a . ehe è restata in fondo del aì ea,ro • ! °n. ( u - • , \ fp. v origiaa attento. ) Ecco braccio . Favorisca . A lori. 'co . avan 12 ATTO Frj Alon. Pravo, bravo il Sig. Tenente Frsp' ^ t Ba. Grazie dell'incomodo . scorncseJi J Frap. Che incomodo / nei Militari ci r . e .'_ Pr a chiamo a somma gloria il servir le * 4 ^ gnore , e massimamente le belle ; è | ro che qualche volta ci vedete al h"i lC ° |F/ . c di qualche stregacela: ma ciò per p UIlt<> ■ ^ di politica , e per fare il nostro intei^ 5 ' se. Corbelliamo le vecchie per ricaip lf * ne lo che si debba alle giovani . Alon. impara nipote mia ! questi son bu°"! ins>'guarnenti . Vedi il viver d 1 oSS> s t?D ne Alia ììrfg al *ìo n ì* r 1p giorno . 'di *lon Eri. Coù farò ancor io. M'attaccherò a e un vecchio, e secretamente farò l'a» 10 ' . col giovine . _ . p f ' slot. Sapientissimamente . Monsieur * r 7 1 £ vi sono tenuto per queste buone lezi 0 ' 1 .] e ve ne ringrazia per mezzo mio la *T potè. Ci bisognava un Cavalier di sp" . to per riformare il rancido costume nostra famiglia. rrjp. Cavaliere, e Militare come son 10 1 Alon. Certissimo, Militare ; altrimenti s are e be inutile. Altri chi questi sanno ci , r 'i» sopraffine tinte, e certi chiaro scuri * la pulizia , che la rendr.no splendidi**"^, rrap. Siete amante de' Militari A I 0,111 i„; di< spi *lon, sia *r s *s < tj * r 0D 'ni ali vedo ? Alon, Tanto amante che se vedo un c:ilin ne 1' abbraccio . Frap Spiritoso ! Brìg, Sig. zio ? t . "£ >/o/7. Che vuoi nipote mia bella • * ' |a a ] Tenente noti duai male col chiatf 11 ' ' ^ bdh ' s. taf* °". P PRIMO. 23 ■ap- JV- Anzi uoa Dea. iti on, Adesso sia sicura d' esser veramente re- tale. L'ha comestato un Militare. F rre a dare qualche buono avvertimento alla , P P nipote • •"rap , «£> Non tralascerò di suggerirle tutte quel- , e . Polite maniere onde renderla spugiu- J;?** 3 , amabile, avvenente , e piena di 41 i)ll!t ? • Si, si 4 ] 0 spinto che ne ha poco ; e 5" "no spirito ch'abbia tutto il merito ^'anecse. hrj' ^ ls 5 3 che la Baronessina voglia. *«a . 2j. >2wi7do essa lo voglia replico ; inco- jjij- ?™ 3 dirle che quella cuffia non è bri* 5!P m ? 111od:i J e fa catc ' v:i iiS'Jr^- • DrÀ . d«pìace assai: ieri l'altro la com- K, ;; uo P 3 dre . cv hi* P ac l'e tuo mio fratello quando mai ,S a ,, Port «o delle cuffie! è cattiva: non è jf 10da ' tuori c l udla cu,fiì ' • ^on ho h testa accomodala. r,/ F;\;/?. liin ni' W. d) 0 • reb- ; rte diluì* uit" C4 ATTO rrap. Le donne' piacciono più in desabig}* 1 AÌon. Più in desabigliè , e non v'è dubbi"' Fuori la cu/Tia. Brig. Ma se poi , . . Alon, Ubidisci . . . hrig. si toglie la cvffu . rrap ( Corpo di Satanasso qui s" ubbidii' alia cieca ! ) Alon. Va bene era . al Tenente rrap Pulitamente .( mi vien da ridere./ Alon. Vi manca altro. Sortovi nuovi àti e ti sulla persona di mia nipote . rrap ( Si fà revista d'ispezione . ) 4lcn. Sig. Tenente la guardi t e riii)cde rl,1 _' rrap Quei guanti convengono a chi ricusa* se la dolce esibizione di un bacio. Alon. Strappa i guanti. ce li logli* , Brig, Ma voi tra poco mi renderete Alon. Se il Tenente lo stima necessario P c che non farlo. Brig. Questo poi mi spiacerebbe . . rrap ( Oh che teste! ) madamina M.-W gri è in un perfetto desabigiiè . Alon. Scioltezza è pulita. rrap Mi porga adesso la mano . BrÌ£. Gibbo . Temo . rrap E di che ? Se dalla Francia è jtfg, un sì bel complimento ricuserete « r mi omaggi Francesi ? Alon. Dice bene : la mano al Tenente * brusco Brig. Eccola . . frap Mano bellissima ! ninno delicati 1 .ecco un bacio in segno di rispetto. ' / le lucia la mano , e Alonso ne g iutt $cfr Ihrone Ujr R E I M O. N A XI. -/,.. f ia 35 tutto G P s c vestito pulitamente , c/ze veduto , e lA'r/o . He ! un sonoro bacio sulla mano di mia figlia / oh me ruinitto ! Padroni cari. s avanza " r ig. Misera me ! il padre . ■spaventata si ritira la mano Alon. Fratello se hai a far conti ci faresti il piacere d'andartene via. .* Pignora sguaìatella cosn fa' in galleria? ti precettai non comparire ; ma quella cuffia perchè buttata sulla sedia ! guanti »,Per terra che vuol dir questo ? fi r& Il Sig. zio . . . tlo/i. Io le precettai far questo voglio che vadi tutto alla moda Piancese , regolandosi, a norma l'ente . ***P Lara , larà , larà . P ballando per la scena har : Signor larà , larà , favorisca . Tu Bri- '» S'da va via. Raccogli queste misere insegne di un sesso caduco , è racchiuditi in Una stan/a ; nè uscirne senza mio preci- ^ s ° ordine . Parleremo sì parleremo . Povera me / che feci ! Si ubidisce ? mortificata raccoglie tutto e vii . Poicchè all' ma d .l Te- '/V Larà «r, le nsignor lava , larà . come sopra Tenente del larà, larà , qua- autontù vanta sù mia figlia r'ie la fi «Oiobigliare come un logoro prato , e le tacia la mano qual si farebbe ad un se- vero moralista ? * ra P Un dtitto cavallereico , un dovere di lf tTupp. in Frane. B chi ATTO chi stima l'ogetto , un comando di vostro fratello . Bar. Tu f hai comandato ? AÌcn. Comandato ! oibbò : anzi pregato. Nofl Comando i Militari io ; ma li supplico i li scongiuro . B ir. O comando , o preghiera: è stato url tratto di tua innata bestialità . Ai'on. Bisogna rimodernar la famigWa . Bar. Ed a voi se n è dato l'incarico ? al Tenente ri-tip Io ne assunsi l'impegno . Bui. E tu ci hai piacere? AÌan, Sicuro . Bar. E voi siete disposto a continuare? Trjp E a non trascurare giammai . , , Bar. Ed io non volervelo far fare . da si contenta di ciò che a me piace • Non vorrei che la pnzzÌ3 di un frate)!"' e la licenza d'il'n Militare avessero a P re ' cipitarla . & Trap Ma è possibile , che una ragazza quella sorta, bella ,graziosa abbia a ttìP' direzzione ù un petulci 1 . ciré sotto antiquario servente, che le dirozzi la materi cazione . Alon. Lo senti fratello mio Barone di icbianco che l'educazione rua è stata m** teriale . e fuori moda . Sentili questi proceri, e vergognatene . Bar. Brigida per quanto si dice è IHÌ> glia: essendo tale deve fare tutto ciò il padre ie detta . Da mia casa vada W bando , la ci verterla , il lusso > il _co r . te &^ gio. Si viva come vì«e aaa nio; < iolì ' tan- 1 1 sceura di necessario Cavai' 'ale edt" rim- fi- P R I M O. a 7 tana dalla vaniti . Cara la moglie mia*! farsi bac ; ar la mano ! questo non è successo . •1'°". Perchè non l'hai veduto tu fratello mio. Jr ' Benedetta . Almeno mi ha fatto vivere tranquillo ; the poi per sola conve- Dl enza abbia auto qualche riguardo per altri , ?e lo vedeano tra loro . Io posso giurare dì non averlo saputo . j SCENA XII. •Riardo , U Marchese , Cavaliere , e detti. 1 Llustrissimo . Viene il S>ig. Cava- , JL liere col Colonnello suo zio. Vengano , ve n^ano . Vado a ricever- 1 • v/,/ correndo r "P Giunge il Colonnello , bisogna mostrar gravità. Costoro vogliono essere ir» pinati per aver gloria di dire . Oh / il ln 'o corpo è fornito di subalterni d'ottimi jCostumi, di gran nascita, e ricchezze. Sf« fjual è il primo quartiere nella Franchia ? è la casa del Barone di Monte- j b «nco . f 0 "' Entrano . " v ' Signor Barone mi dò l'onore di prestarvi mio zio, égli viene a profittar ei! e sue grazie , e v assicuro più per la '"ferità del cuore con cui la si è esibi- ò c ^' e P er la pulita maniera in ricever- • Alonzo 'seguirà i detti del Cavalieri ir 7 C ° n P a '°^ "iute. Ma v° no , n me '° son so £»ato . ) J"' Non l'attribuisca ad una impertinen- / *°ttima la libertà che mi presi d'intro- 4,111 1 ed incomodarla, nellWupare un B 2 posto * 8 ATTO i |if a posto di sua casa . Necessità m'òbltj? ad essere ardito cotanto . Spero che l J /j mia tediosa compagnia voglia essere breve' jl/o/7. Ci spiacerebbe Sig. Mirchese Colo"' nello del Reggimento Mantrevel la vostr* partenza , Bar. ( Vorrei che succedesse. ) Il Sign# Marchese ( giacché il diavolo vuol cosi/ qui troverà un suo umilissimo servo • Scusarete la frugalità della mensa , ' f u " lei che v' incomoderanno , e soprani^ soffrirà pazientemente i susurri taflW notte che di giorno succedono in q ueS combricolo tra me , e quella bestia . Alan. Di suo degnissimo fratello . .- 4 inchinandosi appressando le sedie a litari . I Cg v Fr.ip Sig. Colonnello . riverisce 4l 0 Mar. Sig. Tenente vi saluto . ] ( Alon. Ognuno ha dietro il sedere. n indi cui lo le sedie , B.ir. lo mi credeva che ne fossimo seM S| Alon. Quella e la stanza destinatavi . f; Mar. Grazie . n Bar. Non Sig. queir altra. I % Alon. Si Sig; qpeiV altra *. . -J, rj ìd 0 per il Sig. Colonnello ; ha fatto il ** j. lo per avergli tu destinata quella • Alon. Mi rimetto . . - u(< àio Frap Non era a proposito per il Sig» , f chiese. lo che ne sò la complesHOB*!^ &ir il M u V ss * r * t M, , ti Jfcr tt a! 4/o, Ci crnflf osi) vo • e* ■atto a di esto j, PRIMO. 29 jligl Monsietu Frap coma sapevate che e |i Questa, e non quella sarebbe stato di mio eV e. Piacere ? In casa altrui autorità non se ne lo"' i Usan ?- )Str» Sicuro . E certe liberta che se volessi Inoltrarmi. '"'• Mi meraviglio! Ciò e abusare de'fa- Vù 'i di chi vi esibisce senza ob'igo , e jr r Se,lz ^ esJ ere tenuto una parte del suo . Vi chiedo scusa. Fu zelo . '*''< Dimostratelo allora quando sarò a pernottare in vostra casa. £• Sig. Colonnello, abbenche io sia confano a militari, pure vi voglio dare un ^"braccio per le vostre belle maniere. jfil' I ° n ' Si è rimesso il Barone di Montebian- q C ° • ullegrò assai A v ' ( Dove sarà Marianna ? ) ?"■ Quella sarà dunque la stanza del Co- Ol1 »ello ; questa del nipote . E per il j^ lle nte penseremo . . . i2« ' *£ Non s'inquietino d 1 avantaggio . Qete» *'a servirà per il Tenente. 11 nipote ver- ; * a a dormire con me. Se voi eccedete , r le l'e esibizione, io non voglio abusarne. T ^° ' n °* l ' ^'P' 1,1110 redt i cul »0" 50 Jj., r ° " Saprò dove buttarmi . ,» jf rj r ' *■ dove adderete a dormiri ? f B 9 f\I* otia "à con voi. J f-on questo Tenente diifLilmente ci fa- ies ts ^i^; ivo' Q'?. Accomoderemo tutto . Vogliono cieco- latte ? i AJjw . 4/ù' ' t? l '? zie * Acqua mi sarebbe più a grado. Vii' ». chi chi è iuori , in tempo Marianna. ,.' ] 'tee a Leonardi un bicchier d acqua per B 3 il 3 « ATTO il Marchese ? qui Marianna darà un eC ' chiara al Marchese e resta in »art^ che il me /esimo non possi vederla Mar. Al nipote , ed al Sig. Frap non deb* bo insinuarli solo che la serietà , il con' degno è il loro dovere . Che gli am<>r°' si passatempi non siano la diloro total» occupazione , non volendo che per 3CC'" dente avessero ad arrossire . Alon. Il Civaliere non è capace . Mar. Lo so, come neppure il Sig. Tenente ma la Francia dobbiam servire al p"' sente . Alon. Marianna e tu che fai ancora la uV tesichita. Acqua, acqua ? Mar. Che mirai ! e desso ! gran Dio s0 morta . e cade come presa da fulnii" 1 ]) ir. Che diavolo avvenne f / Cav. ( Povera la mia Marianna') accorrai ' 0 ' Alon. Svenne la nostra cameriera . Leo' 1 ' 1 do, Giuseppina, accorrete tutti, acco> r j,' te. vengono, e la circondano i" " do che non sia veduta dal Marchese c° t ducendola dentro . , j ■> ^ Bari Sarà nulla , un accidente alla P ertl * s - " • non è un fendente . h Mar. Mi spiace Sig. Birone. , e , " Bar. Le convulsioni sono insite alle don Voi che colpa ci avete . Venite a bev ^ » Sig. Colonnello. La prima giorni un pessiaio principio . J Fine dell'Atto Primo . 5 ATTO IL SCENA PRIMA. Barone , e Marchese. "fcT ® n mi " p° tr ^ contrastare ?' S"s» IN Marchese , che iì ceto il più spre- - giudicato sia quello de' militari. * Signor Barone , che al solo ceto de' Elitari si attribuisca il libertinaggio, è ar- r °ganza. Non confondiamo la parte col tur- '°« Bilanciate f imprudenza di quell'Ai- [■? re ? con la rettitudine di quel Tenen- e •> e troverete questa Repubìrca deiio g 'tesso calibro d' ogni altra società . Ma veda : i più superbi sono i mili- a . rt » perdonatemi fò conto come voi non Ài ' e r nci> rispettano peisona . Ciò Io troverete in chi non ebbe buo- h a educazione , in chi non sa vivere . ■ijtfp Q , * • ce avessi un maschio in vece di Bri- « V e l^sti volendosi -iirrgere per la Ma 3 -ti ^ militare , lo strozzerei . abìv ac ^ te Barone. Stordisco che ci wte in COS | cattivo concetto . Nascem- - additi , e il nostro primo dovere è p,, . di conservarci per la difesa della crw > e del Sovrano . B 4 SCE- 32 ATTO CENA TL Alons-j , e detti poi Mons. J'ilmont. Alon. O Ignor Marchese Colonnello del O Reggimento MantreVel ospite nC atro , e non guari disturbato da un in 1 " proviso accidente . . . Bar. L'accidente a che ci entra bisbetico fratello ? Aion. Un militare chiede di voi . Bar. Più militari! oh la gran piena che » 011 termina mai . Alon. Eccolo . Bur. (Brutto ceffo ha colui.) TU. Signor Colonnello m' umilio . Signor 1 in' indiino . M.ii. Cercate di me ? TU. Per f appunto Signore . Ma. Stupisco nel vedervi in una divisa P r °' pria del mio Reggimento, mentre non bi il vantaggio che conoscerai ora p er prima volta . , i TU. Il Generale ini ha creato Alfiere & vostro Reggimento. Ecco le lettere cr d 'nziali unite alla patente . Mar. Porgete. e ttgft jj. Alon. Osserva fratello "mio con ch e P U zia si presenta. Bar. Vedi alocco mio qual entrata di » dini sul nostro tetto . ^jo Alon. Dall'aspetto sembra un persondgó di riguardo . Bar. lo lo stimo il primo raggiratore.^ nobile , militare } biso£ Alon, Essi rebbe . . . B.ir. Bisognerebbe che ? - 0 , Alon. Se l'esibisse una stanza fratello t SECONDO. |« M-ir. Ad ordini di tanca autorità non fa d' u ')po che ubidire. Siete tale Signor Al- 7 ,.^ ore • Siate certo Sig. Colonnello , che dopo tutto l'attaccamento al Sovrano, la vostra Persona farà la mia occupazione . "■ir. Corrisponderò come debbo . Vado a Prender reggistro di vostra patente; intanto non mancate di presentarvi all' intiero corpo , e riconoscere come fratelli 1 vostri simili , e quali figli coloro che sot- toporransì alla vostra disciplina. Sia esemplare la vostra condotta . L' autorità abbia i suoi limiti; duroicchè dalla buona , 0 cattiva condotta de capi dipende la riuscita d' un corpo militante ; a voi sono superflui i miei suggerimenti. Compresi alla prima non potere il Generale che un v htuoso soggetto far degno di tal posto. Barone se avete a dirmi cosa vi precedo . via *r. Vengo .• mio fratello mi fà temere ! e a, ■p. ' io sifgue '•' ( Sono al coperto de miei raggiri.) I f° n ; Sig. Altiere il vostro nome ? ly 'l'ilmont. f i"- Da quanto è che servite ? ''• La prossima campagna mi fù di spro* ne » questo stato . Son giorni da che ve- ,, 8t 'i h divisa . ''° n - E covi presto foste innalzato al po- j,. s /° di Altiere? ' Basta .. . che volete sapere. Una pro- . te *ione di una dama . On c 1 • e. t / f ?r ment 0 m' hguro. Certissimo ( anzi con l'aiuto del Fanone ! N ) »5 Alon* 34 ATTO Alon. Dove siete al logia to ? TU. In casa di negoziante . Alon. Se potete esentarvi : vi esibisco <3 ae ' sta casa . TU." Grazie. Non son capace d' un affronto- SCENA III. Momieur Frap , e detti . Frap. ^ Ignor Alfiere datemi un abbrac- O ciò . Il Colonnello mi manda o J voi , per conoscervi . TU. Ho f onore di dedicarle la mia * er * vitù . Alon. ( Mi fanno invidia quelle divise • ; Frap. Venite dalla Capitale ? TU. Per l'appunto . Frap. Portate lettere di qualche imd.nW |13 che vadino dirette al Tenente Frap ■ TU. Noti sig.. Dapoicchè ricevuto il dip' 0 ' ma attaccai subito la posta. • frap. Mi darò il vantaggio di presenta 1 alla respettiva Uffizialiià . TU. Profitterò de suoi favorì. , Alon. Ed io asinaccio non farmi solda' 0, trap. Il militare troppo vi sta a cuore i per vostro doppio tormento stamane vostra mensa è piena di guerrieri • Alon. Sig. Alfiere non ricuserete . fl „ TU. Accetterò i suoi favori . E per no' 1 x derci noioso l'aspettare potressimo 1 tere in piede un macao. Frap. Con piacere vi starò servendo • TU. E voi Signore ? Alon. Non sò giocare . confuso , i su la parolaie per disperazione colsi le carte davanti al Tagliatore. * r °p. Miserabile sfogo . Accostiamo il ti- Volino , non chiamate che si perde d^l tempo . Prepariamoci da noi stessi la mensa . Vi farò io la scuola . *lon. Benissimo. accomodano il Bisognevole , e siedono. Tilmont tiri fuori le carte . ( Non bisogna abbandonare il Capitale . ) Fr ''/'. Ecco sei luigi . O dodici , o niente . Alon. Mi dispiace the ho poche lire . Conto su la vostra parola, mischia *lon. Sig. Tenente Frap giovine allegr» "riparatemi a perfezione. Alzate. frap essegue SCENA IV. , . Brillili , e Jet ti . r 'S- t Ignor Zio t Avete veduto mio . O padre . ' 0/) . No Brigida nipote mia non l'ho veduto . Madamina! s'.i! za y complimenti,* ritorna al sua posto . ra P- Baronessi ria ! fa lo stesso B 6 Til. } 6 . ATTO TU. Sì volete onorare il tavolino vi è pO' sto per voi . Brìo. Cosa dovrei fare sul tavolino ? Alan. Gioca tu pure . Impara quest' altro pregio . Bng. E se sgrjda mio padre . AÌon. Gli romperò la testa . Colui non s» che si fare, nè dire . fn/p. Venghi Baronessina ; vicino a me « iicco da sedere . accosta una sedia f stia pone al fianco, restando tra B* 1 ' gida f ed Alonso . Brìg. ( Ma io non ho denari. ) piano ad Alonso , Alon. Oh bella davero / lo credereste / s }. prende vergogna che non ha denari . ^ l farà in parola . TU. Vostro Zio fa lo stesso. Alon. Se perdi anderai a torli dallo s crl ' gnefto. Brìi>. ( Che scrignetti ! non ho scrigni 0 io . ) come sopra Alon. Carte . Tilmont da le carte frap. Due luigi invitando e con l'onore» Alon. Onore . Venti lire • fa lo stesso Brìg. Non saprei se metterci ò no l'onore» Don sò cosa voglia dire ... via 1' re . . . vadano . . . due soldi \ Tilm. ) m I Trap. Y ?" Ah ah « Alon. Avanza . hrig, Tre . . . Alon. Più , più . Brìg. Quattro , dieci . Alon. Che soldi . Varia di lire . i ^ Brìg. Mi fate sudare dalla soggezione ci lite. * SECONDO. 37 Aìon. Scoiatela • Principiante hà avuto mar lìssima educazione , col tempo si renderà provetta . *«« Chiamare . F >'ap. Sei . mostrando il suo punto *lon. Q unto debbo dire . *P> Cinque . Ed io Fr tong. ?rtj>. Bravissimo ! otto ... il Signor Altiere ? Til. Zero . mischia di nuovo , *raj>. Guadagniamo tutti. Due luigi, venti lire, altrettante alle Signorina. Paga e àa le carte » ^ r 'S- Sapete eh; mi piace il gioco. *lon. Nipote Brigida è bello . Fr ''/'. Otto luijn . A quello che nasce. invitando . *'a in modo che possi giudicarsi daofi "scoltatori aver fatto broglio . Mostrate . * rj P> Sette . 11 Sig. Alonso sei . . . altee sette la Baronessina . *H Nove . r "P- Diavolo / gridando in modo j, . spaventa Brigida . ° r '£- Che fu ? misera me ! ditemi ... biaaio guadagnato ? y* Non sempre tocca vìncere a voi. l0n ' Abbiamo perduto ? che ab- frap. 38 ATTO rrap. E perduto il triplicato. Io ventiquattro luigi. Voi centoventi lire . Brig. Ed io / rrap. Altretante centoventi. Brig. Che piacere? Guadagno centoventi» rrap. Anzi dovete sbor/arle. Brig. Oibò. non signore . Tutto questo denaro non posso averlo » Alon. Sig. Alfiere burliamo sarà pagato • Vedete quella nipotina ! ha uno scrignetto • Brìg. Non sò di questo scrignetto . Alon. Lo sò io ( zitto per carità. ) Til. A Cavalieri basta la semplice parola/ Alon. Sodisferemo Sig. Alfiere del Regg^ mento Mantrevel. Bagattella , Brigida v31 o no . Erìgi ( Mi viene a piangere . Temo che lo sappia mio padre ! ) via rrap. ( Ventiquatro luigi è un colpo dicati' none a scartoccio . ) Alon. Ecco sessanta lire ; restano cento or tanta. Vado a prepararli. Per tutto q ae ' sto giorno sarete sodisfatto ( ah che & no agitato ! ) frap. ( A chi debbo ricorrere ! ) passeggianda Til. Sig. Tenente? . . Frap. So che cosa bramereste ; ma P er .°- non li ho sopra. Esigete questi otto I u gi. 11 resto . . . Basta parlerò col W siere . • a Til. Bene, intanto se volete presentarli 11 ' vostri amici , ed Ufficiali ... ^ Frap. Volentieri ( mi vuol tener preso d ratamente ) Io faremo quest'oggi* TU. ( La mia giornata è fatta. ) ^efr SECONDO. 39 SCENA V. Marianna sola. Mar, "1 N qual parte m'aggiro! Confusa, i. irresoluta ndn sò pace trovare ! Stelle! m'ingannai ! o quanto vidi fù velo ? . . in questo casa '■ la voce . . . L aria maestosa. Il suo contegno ... infelice quante cose figuro !.. ah si è desso, è l'amabile, il mio caro. . . e potrei tale chiamarlo / Chi tentò d'ammazzarmi ... abborrirlo ; ma come ? se l'amerò mio nemico , l'adorerò omicida , spergiuro ... oh giorno ! giorno fatale che le mie ruine vedesti, tu ognora mi ti presenti orribilmente ... ecco i ! Cavaliere. .. ecco chi son costretta ad amare... agitata qual io da due affetti diversi chi Hai vidde nel mondo. SCENA VI. Cavalieri- y e detta . TV/f Aricinn - 1 lode al c ' el ° s ' ete S3 l~ IYjL va . il vostro male mi penetrò l'anima. Mar. Un impensato accidente mi rese siili 1 or lo della tomba : mercè gli umani soc- corsi io ritorno alla vita. av - Qual contento ne provo, esprimerlo non saprei. Ditemi Cavaliere. Era colui vostra Zio . W sì . p ar . Hà moglie ? «v. Non ebbe mai . Forse perchè rivolto ai sovrani servigi abbonì questa «ato. In qual parte della Francia egli eb- be i natali ì Cav. 4o ATTO Cuv. In Flbeuf così dice . Mar. Ha pari-liti ? Cav. Una sorella congiunta in matrimoni" ad jii Cavaliere Tedesco ,e che morì 1 J meschina per avermi posto al mondo i mio padre la seguì dopo un anno: io restai in possa del zio, che m'ha fatto !e veci del genitore ; ma perchè tal domanda . Mar. La curiosità mi fù di sprone. Bar. big. Cavaliere. Vostro zio vi desid e " ra . voce da dentro Cav. Eccomi a suoi cenni : Marianna ci rivedremo . entra Mir. Il Marchese è tutt'altro da quello^ credeva ; ma possibile che obliare io bibbia le sue fattezze . . .forse ... chi sà ••' il barbaro tradimento ... il rimorso." ah sì. Si tenti ogni strada per riconosce* re il Marchese. SCENA VII. Leonardo con un portafoglio , e detti • Leon. C Ig. Marianna . Mar. O Che vuoi Leonardo. Leon. Sua Eccell. il Marchese ? 2 Mar. Sarà col padrone . Che n'hai a fri*) Leoi. Debbo presentargli questo portai''' glio . Un Caporale disse averlo troV '<, nelle borse delle pistole cT* cavallo • crede dimenticato da sua Eccell. . Mar. Dallo a me. Sarà mia cura il ft rC * lo capitare . Leon. Prendete . Assisto ìrt sala, che la v nuca di questi militari oltre, d'averci T sto in iscompiglio, ci tengono esercita le gambe. via ^ SECONDO. 41 Un portafoglio del Marchese / che vi sarà dentro . . . potessi riconoscervi qualcosa ... il disordinarlo è delitto... e se il Colonnello è fin altro '. . . Cieli assistenza in così terribile momento . . . 81 apra . . . temo d' essere sorpresa . . . Ile lla mia stanza . . . potrei à , si vadi coraggiosa, e si esca d' affanno . SCENA Vili. rrap , poi Alonso . Tru p. TV/T Addettissimo macao, che la pri- XVX ma giornata de 1 nostri quartie- fl d'inverno me la fai segnare con bianca pietra. Ventiquattro luigi per un Te- . n?nte è qualchecosa ! 11 Cassiere si è pro : testato che vuole in nessun conto darmi Pap.a anticipata per le mie bestialità , e Se il Colonnello viene a saperlo fo conto d 1 avsr perduto tutto il buon concetto . Al °n. Monsietir Frap Tenente del Reggimento Mantrevel, che ha perduto venti- «luattro luigi al fiioco . A che pensa , chefà-? f J''P> ( Oh se potessi infinocchiar cestui ! ) 4*0/7. Perchè non rispondete . rap. Pe n so tutt' altro, che ai ventiquattro 'i l 'gi. Per tutto stassera verranno paga- ll • - ah ah . . . che piacere. Ah 9 ° n > Voi ridete. rj P' Sono allegro e con ragione . Buscar- Sl , cento lui^i d' oro è un bel che fare . T utti traboccanti . 2° n ' Ed in che maniera ? r V. Basta . Un Negoziante di questa Cit- u desidera d' entrare al servizio della Frati- 42 ATTO Francia, io mi son preso l'incarico i e ci riuscirò. Alon. Un negoziante si farà militare? Trap. Militare . Mediante cento luigi di buona mano. Alon. E ne avete parlato al Colonnello . Trap. Ciò è ispezione del Generale di q !ie * ste divisioni, che tra poco verrà informato . 'Alon, ( Che bella occasione! ) caro il mi" Monsieur Frap, se poteste fare che invf ce d;i negoziante venghi proposta la ir"* persona gli regalo il doppio . frap, ( Il prurito incomincia . ) Ma voi avete questo denaro ? , Alon* Vedrò . . . basta . . . non mi s 3ra difficile . . . tocca a voi a decidere • • • Trap. Sono ospite vostro T e potrei servii voi prima per le tante obligazioni che professo. Buono che ancora non ne f eCl motto al Generale . Alon. Bravo parlerete per me . Trap. I luigi, e siete vestito e buono • Alon. Son fuor di me dal contento . v a a dirlo al Colonnello . Trap. Anzi nò. Fategli una sorpresa. _ Alo. Gran pensare de T Militari Tenenti « Frap. (Mi vorrebbe minare). Alo. Ancor io indivisa.'' verrò in cafUp- gna ? Frap. In campagna , ed al villaggto. Alo. Comanderò 1' esercito , verrò r 'T e . tf ^ e( .^ Frap. Mille inchini ; testimonianze , ti , i soldati vi si caveranno il capp" Alo. Oh che gusto ! oh che gusto. ¥i*/ i [0 di ci rivedremo Signor Tenente . Co» SECONDO. 43 da Brigida , e per dai gli questa nuova , che suo Zio Alonso Fratello del Barone gì Montebianco si faià militare « via Frjp, Spartaco non avrebbe fatta così bella pensata . Duecento luigi non sono scarso prezzo per una spirito.si burla . SCENA IX. Giuseppina col portafoglio e detto , Gì poi Barone da parte. '«•». ^Tignore « il Colonnello . Ma sai tu che per arrivare ad un tal Posto s'Iran da fare più scalini ? debbi Passare per il sergente , alfiere , tenente, ca pitano, due della piana maggiore , e arrivi al Colonnello . Non so capirvi : nè vorrei intrattener- ,Tu . Andcrò da me sfessa ► ra P> Oibò, i Colonnelli si servono di noi n. tr * individui per dar gli ordini opportuni. Mi vien imposto consegnargli questo Portafoglio da parte di un caporale che * ha portato non ha molto . *?P- Dallo a me . Ce lo darò io . Non vi dimenticate: eccolo. nel dar* wo Flap [ u prende per mano ma piano col portafoglio volete portarvi la mano. 4r < ( Bravissimo ! la casa della civiltà , e de ' rispetto '■ il Tenente non si porta ma- le • ). Gius. 44 ATTO Gius. Lasciatemi vuol disbrigarsi . o*r, ( Si h.i preso il portafoglio , e chi 1° porta . ) rrap. Non essere ritrosa con i militari. Gius. Ma voi che bramate ? Bar. ( Lo sentirai tra poco ). frap. L'acquisto di quel core; sei belili assai . Gius. Mi fate arrossire . Bar. ( Sempre scornosetta ! ) frap. Bella , arabilissima ! nel vedetti scio ni' hai ferito il cuore . Bar. (Asciuga il «angue che gocciola )• Gius. Signore f badate che sono una povef cameriera . Frap. Perciò mi fai pietà. Bar. (Gran Tenente! e la mano ItìtttW* attaccata al portafoglio). Frap. Possibile che una beltà così rat* . I « • 1 • * nata a servire , eh le rivoluzioni °- natura ! peccato ! saresti degna di coivtf dare . Gius. Bisogna pazientare. Frap. Ti metterò in uno stato lumino^' Bar. ( Credo che voglia metterla io 1 u ' che fanale ). Gius. Dite da vero ? •, Frap. Lo giuro per quegli occhi vezzo Gius. Non mi fate insuperbire . trap. Un bacio- sulla destra. _ c0 l Gius. Questo poi non lo permetto » tempo. Bar. ( Tronchiamo la tresca ) Giuseppi» avanzandosi . Gius. Signor Padrone ritira la m' in0 ' Bar. Che Padrone '■ in cucina . ^ lUi , SECONDO. 45 In cucina / In cucina, si in cucina. Dove vorre» . s 'i andare ? c, *'« Forse forse .. Eccellenza Signor Te- "ente ditegli chi sarò col tempo . Fr ''/^ Ubidisci cameriera mia , ubbidisci al padrone . Con rispetto. Ma voi non mi diceste . Si vi o non si va! ■ us. Si và, si vi. giarda con qualche pensione il Tenente e via . ,f'7 ; . Il Signor Barone mi dica, ^r. isò no il Signor Tenente mi ri- f «Ponda. r "P> Parlerò prima . Ditemi avete quel Pezzo di cameriera , e la fate marcire in fi c «cÌMa. Mcnsieur Frap qual è la vostra in- Unzione ! r "P' Di proteggere quella donna . Innamo- ^ ratl ne tiene f 8r « E lo domandate a me '. in mia casa t so "o bandite tali cose. f a />. Povera ragazza! come ! non fa all' «nore , non si è attaccato a qualche servo E peccato! e voi lo soffrite ? " r " Oltre di darle vitto, vivrebbe il Si- f S°Or Tenente che le facessi da mezzano? ■>p- Oggi a j gi orm j q ua i è la gloria de adro U j ? è f avere una servitù bella , e ^ Pau!C ?Jarmente nelle donne . * Mi preme il diloro servizio che sia b uono . haf'Jr^ 10 ^ a derò ad innamorarla. • Non entri nell'impegno, mi facci que- * a grazia. Frap, 4<5 ATTO Frap. Voi non dovete pretender nitro eh essere servito . Il resto è mia cura . Bar. Monsieur Frap voi non vedrete ) l prossima campagna , se mi salta il grt'" lo, prima di farvi sventrare da qualche panciuto Olandese vi caverò gli occhi* Frap. h\\ , ah . Siete curioso ! fate a modo mio, chiudete gli occhi e tacete. Bar. Giuseppina..... Frap. Stà sotto la mia protezzione . Bjr. La cacceiò fuori di questa casa. Frap. Fatelo se l'animo vi regge. B.ir. Chi potrebbe impedirmelo . Frap. La spada del Tenente Frap. Bar. Saprà tutto il Colonnello . Frap. Ditelo al Colonnello , che volete *** fresco . har. Che ! il Colonnello..... Frap. Si è dichiarato per la Giuseppina ì se voi le dite un ette vi verrà del n> 3 « non poco . . » Bar. Povera la mia servitù ! mi s ^? 0 ^ Giuseppina , vi glio sapere come ciò • successo . Il Colonnello ancora / , e j Frap. Vedo che durerò poco in ca?' a Barone . Ho imbrogliato tatti senz£ '■ corgermene , e la fine saia la più " e a vedersi . . . ecco il Marchese . S C K N A X. Marchese e detto . a Mar. A /BXWur frap abbiate U }"fy IVI di far p««are nelle mani 09» Alfiere Tilmont la sua Patente . Frap. A velo sarete ubidito. Prendete. Mar. 11 mìo portafoglio '■ come in v0S ' potei* . f fa p. . 4? diede. , SECONDO. rj P- La cameriera di casa me lo . Uisse averlo ricevuto da un Capotile. lar - Grazie al Cielo . V erano dell ;J me* "lorie di qualche conseguenza . j^P- Godo che sia ritornato in vostre mani. V"- Non me ne accorsi che podi 1 anzi . gridai mio nipote a farne ricerca. Soffrite d'andargli incontro , e che in mio { "^nie regali il Caporale . Verranno eseguili i comandi del mio Cornicilo . via SCENA XI. ^ Marchese , ar * | "Vsperso il portafoglio senza che X -/ me ne fossi accorto . Questa j^dita mi sarebbe costata cara . Avrei 1 iku'^ essere scoperto temo però che J bbia aperto chi V ebbe in potere ... ^ Ua ' agitazione!.... non sarei più feli- ! v - bisogna sincerarsi . L'ordine che 1 S1 conserva mi è quasi tutto presente. f r ''. l ^ portafoglio è ne va osservando le ,' r * qual foglio è questo ! tira fuori una * tr » giunge nuova al mio sguardo !.. n^'" • •. qual arcano / leggasi im- "lente . velocemente la scorre con poi resta attonito per qualche fK(h i o . pt> che lessi mai! con spavento ed a- \\^ Zl0ne c »i lo pose qui dentro ? Da qual n, ' 1 . 0 Pervenne ! misero ! san rnnfn«i . fui. ton confuso sc 0 .—tonine mi colpisce : mi ria tutto *i>ii He ' kh» chi è fuori? chiama con c 0nt ' a * Caporale me ne darà esatto 8 c che vuoi/ qual vendetta è la tua ? st; ^j ir ^ir. V k a . spaventarmi con sì orribile forma , 1 'j } ganni scellerata; ini fa scio terrore' 3 ^. ] e tal rimembranza del tuo nero tradlll ' v 0 r-' *e to. : . vanne ... fungi... 1 invola • 7. JJj, . d< ta 1 orrore del tuo delitto in »eoo aI e 1 bre istassc e ne sarai spaventata ? t ' n '. ji > , di agitato mi spirto nulla teme fl SECONDO. 49 fuorché d'una sposa l'infedeltà manifesta. "*ar. sempre inginocchiarli , lo prende per t "Uno , che tratto tratto la bacia , e di- •;' I Sci °glien iosi in pianto Conte '. Sposo , - "/", I che dici ? e potesti odiarmi / qaal ingiù* sti/ia è la tua?., quel sangue, che ver- •) saie vedesti . . . quel pianto , quel pallo- re .'- . . quell'aspetto di morte non luti <( spinto finora i tuoi violenti e troppo in- 'jc ^ stl trasporri ! . . Credermi ci.sì rea , ,JI c h'anco estinta m'abboni... ah no spo- . f p *? mio la tua Kduige è fedele ; e viva V S1 presenta per soffi ir nuovi colpi ... ' 101 - SUo dc, ' UU) è l'amore . . . quel foglio 01 giustifica . . . ma se morta mi bra- -df' yt tt)ì i 'o con o ad affrettarmela . . . rtf' ". rc ". Cernia Kduige . . . ove vai ? tu re ■' Jkf V ' V ' ' -' u n . on estlIira ' ' n tC Jj 1 """ ^' vo sl > c V1V0 ai rimproveri tuoi. ' 1 11"*' ^ m '° C0 'P° fi" ra ' e i - ^ 9r - Una suprema mano l'indebolì per con- Jtf 8erv;,ril! i la vita»e dimostrarmi innocente. 'il't> ; Àtf"'"* Ma l'autore di mie terribili ruine/ g fi» jj 1 "^- Conte / the mi rammenti ! f ufl 4,^'Possibile che lo compiangi! e 1,1 T come 11011 compiangerlo 1 come po- scordarmi i furori di tua cieca gelo- el is> che giunsero tant'oltre fino a svenar- t'i' 1 ' Af Un germano . j 3 fr j arc *' Qual germano! che dici ? . . que!- tìtP\ te ■ tr ' iUe • quegli amplessi, di cui ne fui poV' j Mlll 'oino infelice, e che marmarono la 1 oi"'« Ila W p d ' un fe'" ro micidiale ? he ' 5'. ra n moti dei sangue per doverci 1 il ■» QlVlfl'J^D i e or ■>■' M ur , " ' c l' Ja ' tacemmo per sempre. f u ° I */ ^ U mi renc *' Eduige, *1 P'* sp er S ia " e * r upp. in frane. C io 50 ATTO ro del mondo ... se il vero dicessi . Mi'- t dovea un consorte esser barbara, nienìe tradito dalla moglie la più afre*" tuosa e sincera ... da colei eh' orfana e sola si vidde degna d'un talamo, cui aspi' ravano !e priaie dignità ... io rea ! ' a capace d' un delitto sì atroce . . . Min: Ncn squarciarmi più il seno . Q ue " sto foglio f JrJur. Fu da me conservato , e nascosto n e ' portafoglio per palesarmi innocente j e conoscete il mio sposo . , . M'ire: Povera la mia Eduige ! Io t'oltragg^!' La vita non sarebbe compenso a vendj' cat ti . . . perdona al mio furore .. • fS'f mi rese cieco a segno che non disti 113 che contro me stesso infieriva . . •. , j perchè reprimere non potei gran L)i° ' •primi moti dello sdegno,' che forse u ^ cognato non da me conosciuto, e una sp° • . * , \rxZ* sa innocente vittime non avrei con* 3 : te alla gelosia... eccomi a piedi tuoi Se di tua vita mi resi ingiustamente °Y pressore.. . io t'offro il proprio P^J M >r. Qua1 nuova foggia d'avvilirmi ^'J^, Quésta? Dal momento medesimo ™f ^ pugnasti il ferro a trafiggermi io t * \ ( - perdonato . Amore fù di tanto cag' ^ benedico le mie sciagure se mi feceio ar' vedere il mio adorabile consorte . Màrv, Ma in questa casa / Sotto questi nesi servili ! Q 3 Mar. Che mai dirti potrei or:, che sol ^ g segno sbalordita da non distinguere appena . Ripigliando i smarriti miei tutto o sposo saprai. A tante gioie < ■ ^ prav vivere pr" SECONDO. 51 Se non temessi di te , vorrei ? . . Mar. Che vorresti mio Conte.. . . ah parlami sincero . . . sono pronta a dilegua- re ì tuoi sospettile capace mi figuri.. . *^'""t.Ah no che me stesso offruberei... basta... *f«r. Spiegati per pietà . • . mi balza il cuore nel petto . . . *W, Sappi . . . (che dico!) M-ir. Q lia j palpito . ... buon Dio/., che «on mi si terghi più a bada. ^"v. 11 nostro'figlio . . . "*f« Ah chi rammenti ... io non io pià , di lui . . (nrif> 1' nrrtAmmti 2 u i& *»"<•. Nò , vive ""• Oh contento : e dove è mai. Tu T avesti presenta . . . "fair. Come ! quando ! .. Sarebbe forse . ». vW. li Cavaliere . . . Ferdinando'. . . "^.Ferdinando! è desso... io più non reggo. * abbandonaci Marc, la sostiene tra le brac. M-urc. Coraggio amata sposa'., imprudente ch'io fui ... tutto le viene per mia cagione. . SCENA Xin. Cavaliere s arresta nel fondo della Sce~ n -> immobile , per veder Marianna in braccio al Marchese. X] Umi ! che mi tocca vedere ! Ma- i-\ ìianna in braccio a mio Zio t jL»^ Ua » fulmine mi colpisce . {ti scuote 2 Deh ta cuore iùol mio . a Mar. che Pleso dillo sdegno , e d*l furore e t u °r di sf ( Non posso più ) . . . don- 11,1 infedele . . . mori per le mie mani. J ,,Sc e Mar., U quale nel ricevere il colpo ìf V °^ T 'l' > ' vedendolo fuggire griderà ad alt* ar - Figlio caro figlio . . . [yo^e . Mure. C 2 52 ATTO Mure, spaventato Ferdinando che facesti ! .< ferina non fuggire . . . va per raggi**' gerla e t 1 incontra col Barone. Ah Barone .' venite ... e via Bar. Marianna ? che fu ! a terra ! il Colonnello fugge ! . . Mar. Sig. Barone ! . . son morta ... Bar. Morta ! buon prò ti feccia ? . . Tutu -di casa' accorrete ... oh me minato !•• accorrete a medicare il primo ferito del" la battaglia Francese . Mar. Sostenuta e-^ Pe^~oer>:o<^»cr7-o^=^JOg^»r oez^ia^ tì A T T O III. SCENA PRIMA. Mons. Frap solo . rrap. /TV.Uoque m'aggiro sembra vede*' V-/ mi dietro quell'Alfiere del p 1 ?' velo . Alonso tu debbi pagare i miei d«" biti e non ti vedo comparire . . . C u ?' sta trama dovrà vedersi alla luce , e P r ^ ma d'effettuarla bisogna pensare alla n 1 * 1 * nitra di schermimi! i e discolparmi» SCENA li. Alonso t e detto . Ahn. \ !\ Onsieur Frap Tenente del K c lj" IVI gilBCiUo Matitrevel, eccofii a vM e col denaro in pugno per iborzaryeJa"*^ TERZO. 53 'oraquandd mi farete militari* Francese secondo la promessa. * rj p. Caro Sig. Alonso 1'affore,è conchiu- *o. In porer mio quell'oro. Voi siete tale. Da w ,o ? * Il Generale (che nemmeno ho sognalo di vedere ) vi dichiara cadetto del Reggimento Bevern . l 1% Da vero? Che pianilo 1 Sipnor Frap J Unente del Reggimento Mantrevel il Otello del Barone di Mont"biànco caé>i- to del Rempimento Bevern vi di il déna- *° che abbiamo perduto al gioco^'djgnart- "Wi di farlo passare a Motosi Yilnumt no- l *ttQ Altiere in saldo di quotati gli dobbiamo. Datelo » e non ren-uie ad altro . < V Ma. . /La patente? .^'(Capperi! Questo colpo-non fù preveduto.) > ' H <>n v t> "" '* ' *'g. J enente ecco fi denaro. •'O/f p- ^- . .----.« ----- * l T UlScun militare ha hi sua patente. *lJl' |P^.??*rc^lR).U Ma piano ...Zitto ...) Z' Un Tuiente "mìo*pari opera in M . Ecco la patente . *r "' Ii *"? vo ! Biavo ! sa!teU>rnJo %i' ' Salta c ' ie vuo ' st3r fr-^ 0 }* "• Lasciatemene vedere un pochettìno . .« f«anta solo.....noi! tutta no . Ch'i ' Potrebbe venir male. ( Dàmntf l'oro e ri col^a poi il »*" , " no i che per me è un sfcfyigtd il p'U . f ?«a!ato} ecco la patente (dell'Alfiere , Q ,llìl *W ) in questa carta venite dichiarar 4, o. v ca . d ^to minore...... S* r rercllc 110,1 cadetto maggiore ? |j Col tempo, con i meriti, e pin eoa ni orte diverrete il primo. C 3 AÌofL <•- 54 ATTO Alon. Datela via , voglio baciarla . Trap. La conserverò fino al vostro posse' 5 " 1 Alon. Oh se sapessi il francese! vorrei k. gerla , e rileggeva . Trap. Non intendete questa lingua / Alon. Fer mia disgrazia . Frap. (Buon per me) conservatela ( n0 ", mi mancherà mezzo come levarcela)- 'Alon. Oh carta! carta scritta in Francesf;^ che mi dichiara cadetto minore del rn.nto B. verii ti bacio per mille v0 ^ li ' Ecco il denaro servitevene. Frap. Dove andate i , . Alon. Dal sarto e per farmi cucire in ore una divisa, . \ Trap. Adagio ( costui mi vuol precipiti 1 ' Alon. Nò, no, fra poche ore in dividi " bado a denato . , u Trap. Voglio che siate contento pen* er Jf (diavolo soffogalo ) seguitemi (se P° distorlo è un g^ap colpo). , ^ Alon. Vengo . Vengo . Che piacere • contento ! il fratello crcperà d'in via' 3 ' SCENA Uh . .j,, Barone con spada . e cappello, e B rl £: Bar. Amina figlia alterata ; fuori ài 4 VJ sta c./.,a. Domani jlogeraoo? ti . Fino a tanto che questi Signor' 0, litari ospiti d' una bestia V0gJ>.W>*j , ^ giarsi il mio, pazienza; ma che às (( prendersela colle cameriere e far c0 perfino il sangue oibbò. Bng. E dove volete condurmi ? jur. in on ritiro.Se non ti nascondo*^ le cameriere sarai posta tu ancora ali i V (1 ■Brio. Sapete Signor Padre , che ne* p jion ci sono stata mai ? p TERZO. 55 £' r . Perche non ci sei stata ci .inderai . Hrig. K'difficile. 11 Tenente un'ha insegna- T, to falche cosa che non si confà col ritiro. hlr - E che ti ha iosegnatq quella girando- W f Sentiamo un poto ? Non andate in collera , piano piano Ve lo dirò. ^ r< Io ti caverei gli occhi . Parla . Mi ha insegnato ad essere spiritosa. ~Q»1 ubbidirvi in certe cose >' amare un Ve ccliio come voi per trastullo , ed incedersela col giovine. Jt« Oh la figlia ruinata / r jP« Esser avvenente , pulita , non ricusare 4 de baci sulla mano. Bravo! Bravo / la mia figliuola ! se- ^fUma che ci ho gusto . U '£> Imnar.tr di ballo, musica , giuoco . fr« Pulito! ignita. r '8> Frequentar la conversazione , avere 4 Ul1 cicisbeo ; ma militare . Valeva dire che la sua causa non si f ? v esse a fare . r '*' E tante altre cose che non mi sov- Ve ogqnp ; ma che ha promesso darmene s Uru lunghissima nota . £ Gran profitti in una giornata ! gran scopra! £g|j a ^ U11 birbante, trema. In un ^'tiro anelerai a finirla tra poco* 'ido in m | ro j 0 , () ■'. ii i • • i Mr la ctle ardire signora pazza: J t^'pP^jt 0 » spirito Signor Padre. ' A *r t ' "S"'» P u g ll, 'i Signora riglia. Vieni 'meco. t Andate via ... non voglio sentirvi.. r * Che vuol dir questo ? C 4 urig. 5*. - ATTO »rig. Ecco un tratto di disprezzo ; gridate voi, ed io rido . Ecco la gran moda . M 1 * nacciate, ch'io canterò e ballerò. B.tr. Ho capito . Dal ritiro passeremo ali* casa de matti .... come ciò successe •jl parla ... tu non fosti chiusa in una st.iu^ 3 - arig. Si Signore perche fui troppo buon»' Bar. Questo Tenente come ha auto l'agio " 2 l parlarti^ suggerirti tanti belli avvertimene' arig- E che tanto ci volea ; dal buco del" toppa. Lai fuóra , ed io dentro, lui tpet' teva il muso ed io 1' orecchio , poi « * 4 " ceva il cambio io muso , e lui orecchio* *ar. Ed in poche lezzioni di toppa, nU s0 > e orecchio sei divenuta così perfetta.' 5 Mrig. Quante risate mi ha latto fare . E CLl " cioso sapete . Bar. Curioso eh ! Mrìg. Non minacciate . In ritiro non vado assolutamente : voglio fare come fanno * altre mie pari , giuoco, feste , convef»' 1 " zioni, ballo. Bar. Dal Colonnello principierò la p nl ? 1 stragge che f ho creduto un uomo s.igó 1 ^' e poi f ho trovato un birbante te cose .... S C E N A IV. • A^onw in divisa , spala , bustone , t " e ' Alon. T" Argo , largo , al cadetto nniioj JL/ del Regimento Bevern, lartfo » Alonso fratello del Barone di MoiitebiJn^' Bar. Qual altra scena ! Alonso ? Alon. Alonso solo) uniscici cadetto l del Regi mento Bivern . Bar. Come in tal foggia vestito ? Alon. Perche voglio essere militare iiior* l/* • . bi»' B TERZO. 57 bramato e ci sono giunto" alla perfine . Sentirai fratello vigliacco che saprò fare n E che sai tù____L' oro ... L % oro .. J r - Che oro! Ah, ah. .Tu non hai ni'ine... 0f} : Se non ho niente----Eh Brigida di- S'ielo tù.....Quel scrignetto ? Ah ah . A che ridete / i0ft ' Rido che te T abbiamo fatua. Bri. 58 ATTO (Signor Zio per amor del Cielo)' Ahi. Brigida tu impallidisci, tu tremi, c» e imbroglio!.... Che lo scrignetto... Alon.Q'uisto, Ha servirò a tutto ciò, tìngi*'" Brig. Oibò , oibò , il Signor Zio ... ^ Var. Che sento ! Oh me ruinato......^ . palerei tutto . AÌon. Tu puoi diventare un pollo in alle*" che non v'è rimedio, questo è un n^g 0 ' i " , j concertato tra ne « Brigida, ed il ^ liel ?'n Bar. Come! Quando? Il mio scrignetto. denaro ... fi.co 1 ultimi rui.n i; vadj , c0< ' ro. Indegni farovvene pentire vlJ ' j Er:g. Mj me china ! Volo a rin-hi^ 1 ' 1 -' in una stanza . via ( AÌon. Ed io a caricarmi un cannone , postarlo all' uscio di questa galleria j e il fratello si muove , fuoco . SCENA V. Marianna sostenut i (fa (ìiusepp. , e Leo"* Mar. T) Kgginii Giuseppina . M<" 1 ■ - {(jt Leo. Xx Signora Marianna fatevi corag? Gius. La ferita fu leggiera ; buon per voi c la riceveste m\ fianco d;>ve noi altre ci abbiamo un inagazinu di peli, * ^ Mar. Leonardo sai t.i de) Colonnello . Leo. Non se ne ha notizia . Mar. h h / .. sospira . ^\ Gius. Ma cai a la mia Marianna spi c S una volta questo arcano: che faceste a» valiere che infierì contro voi/ . ^ Mar. Leonardo! Giuseppina ! Tacete K> e posso parlare ; se il Colonnello J** 01 ^.. torna col Cavaliere tutto vi sarà pa»* £j< Ma se perdere mi è dato anime co3 g re , nel mio dolore sepellirò un * ' 0 (< TERZO. 59 portandolo alla tomba . Dio ! Non vicenni il rivederli . yfHi, Vi compatisco . Quando si prende ciel\' affetto per una persona, ed affetto da ve- r °>è diffìcile vedersene priva senza rancore. Mar - Ah Giuseppina ! Questo affanno , i|M- s ti sospiri altro principio ritengono. *f«o. Sento del s.isurro . . . Stellef Che sarà ? Il Colonnello , e suo nipote . *. a £ Che dici, C ingannassi... Ah son des- S1 .. / alumJoiia ?Hfj, Venite Eccellenze , che Marianna va fuori di se dal piacere . SCÈNA VI. **tthts'e conducetela il Cavaliere che resta l 'i fon lo della scena. Il suo volto dimostrerà confusione, e spavento. V do t avanza .... Eduige mia ! ... yv. Oh vista! Oh rimorso! Mar. S'xis:) !... E mio figlio.*., fon premura M t À tempo Sig. Marchese* V.J Che rivoluzioni sono quelle 0 corse in casa mia? voi ammazzarmi Cameriera ... Il Tenente subornare fratello col farmi rubare dutento c ,''^ rC tu luigi per essere cadetto . . . L Al» ha spogliato in giuoco mia riglia. • • , Marc. Piano Sig. Birone. In quanto a ** rianna tutto vi sarà dilucidato . Da' ne»«e,e dall'Alfiere mi si-darà esatto c ° to : v oi ne resterete jodisfatto . -, TERZO. 61 tr ' Brigida lia confessato tutto. U mio scri- 8"° è stato mutilato da due birboni . . . Ma eccoli tutti e tre. Con che visi entia- «o osservateli . . . SCENA Ultima, j^o/i.ro , Mo/is. Frap) Tilmont, e det ti. ' \T Enite Signori venite . E' vero >r V quanto intesi ? Cosi procede il lenente! Cosi Frap mi rispetta! Signor Alonso quella divisa da Sergente chi vi ^ lec e vestire °"- Che Sergente / Voi non sapete distin- s^ere . S ull cadetto minore del Reggiate*- ? Bevern mediante duecento largì che ho bf >i7ati al Tenente per aver la patente : *,)* bell3 S e »»»'•' V« ( Oh .' Che si è finita una volta; l'avea kf^etto. ) Z c - Questa è dell'Alfiere Tilmont ! Sig. Fr Ae nenre! bruscamente k' P ' Colonnello ! . . mortificato *!"?• t Tacete . Non mi fate arrossire. Re- tu 'te il denaro è non altro Frap escgui- /*• Voi Sig. Alonso considerate che all' in cui siete mal si adatta una divi- s< )( > ai ^ u . e ^ a sorra ' ' a Francia non ha fatte,," 0 c ' 1 vo ' • ^g. Tilmont la vostra pa- Qlj Pi ' * • • ^"rc de nar oche li ha preso al giuoco? tj^* ^'g. Barone mi meraviglio di voi . lì ltr ' u °"io d'onore debbe pagare. In J n m ' a casa no » si è giocato mai. E fy° d 'con 0 tutti. r""« N "° n avrt ' P reteso ]1 n, '°* v'->; • I' 1 nua casa noti vi son carte c < £L entite ' , ' carte l'avea in saccoccia l'Alfiere, 61 ATTO Mure. Che sento ! Ho capirò. La paten te resterà in mio potere. Saprà tutto il G e " «erale . Sarete pagato . Poi vi saranno partecipate le risoluzioni della corte • Sig. Tenente fuori di questa casa . Se ce sì v' abusaste delle altrui politezze aiida te dove degni ne siete vi.1/20 tutti e due . tenie siete 'contento ? Far.Afsai. Ma voi uscirete ancora da mia CM* Marc. Se lo volete anderò . Mtir. Si;;. Barone che fate / Bir. Ti dispiace, eh... Balorda ; vergogna"? Marc. Non v'avanzate Signore . . . £" u1 ' tr-i siegui . Bar, Che a tro negozio è questo .... Mariar» 0 *' Mire. Non voglio defraudarvi un raccofl^ che forma la mia confusione, il trionfo ' ------- -........ —-—«..v,. Marianna, e la vostra sorpresa. Asco \> temi e mi vedrete partire . lo son il ^° te di Langè famiglia troppo nota e b cfl merita . Le mie prime inclinazioni v'j, no la solitudine, e la tranquillità. £ tirai nel mio castello nel fiore dell e t ^ mia per allontanarmi da quei disordii' 1 ' il mondo sa colorire con i nomi ui CO" 1 nienza , e di cavalleria . Un ogfi^ tt0 V questo era Marianna ni aveva ispirato <1H* amore, che da pochi è conosciuto e ,n ' |r vegliai a possederla .• niente s'oppose a <■]" ^ to m'ero prefissoj una donna alle^ at *L, un mio fattore, orfana, viitucsa > w, }.[^. teva che abbracciare un partito clif_''"'| V zava al disopra della sua nascita '. d "'' l |)[ e mia parola ; ed oliigai ibi teneran* ^ idolatrava a palesarmi sincofaniente s- se de' parenti . A Solo ogetto di c . (i V stare un suol cuore . . • Ma oh V i0 ' TERZO. 0*3 " r ' Ah mio Conte '■ io uvea un fratello ... Venne il dì delle nozze , e ci gttt- l r an) mo eterna fede agli altari . Io non j e . ra the felice ... Ma eh stelle !.. Mi * preparava un accidente che dovea ter'- "■inaisi col sangue . Eran scorsi due anni ° a the io" non conoscevo che la forza del- Jarriore, e della riconoscenza : il mio so- ? passatempo era f esercizio della cac- c,a • Un giorno era appena uscito in cam- r^gna che un orribile tempesta di grandi- L ie e di tuoni m 1 obbliga a ritirarmi . . . I 0,1 s'aspettavano la mia venuta . Vo- 0 da mia moglie . . . Gran Dio / racca- rrjccio in rammentarlo . . . Qual spettarlo vederla in braccio d'un uomo !.. La gelosia , i] trasporto , la rabbia , la ven- Qet 4 mi privano de sensi ... E con due olpì mortali stendo a terra il rivale . .. *T' Che rivale 1 Un fratello, che tornato J 1 suoi viaggi volle meco abboccarsi. . . congratulai si di min sorte : per non J e| idenui spergiura , e temendo di oifen- ■J'f 1 colsi il tempo che tu eri alla caccia. 4 *; ««cautamente L accolsi , ^fj Ah che facesti. Si sarebbe evitato un i>■ s . tr ° • -Allora non ascoltai più ragione; sol' 11 " 0 ^ rutt0 de miei amori in età di un anno con la guida di un servo lo còn- tf . SSl a Parigi, dove colà celavo nome , Palo J- C c . 0nc 'i z i t)Iie l'allevai da nipote , e da )f res . 3t " ne ' camino delle armi ; ricur- \ r A. x \ tuttora il tradimento d'una sposa . *. B^r.Siere entrati in mia casa , e sembrava a' ^ cile il potercene cavare. Biigidache iie d (f) lhig.Yb quello che m'ha sugerito il 1 tl,e har. Che sia ammazzato. jj 4 . Marc. Via datevi la destra. Sposa sc °' r j t0 moci del passato che dopo d'aver sei 1 11 Sovrano , e la Francia torneremo^ rivedervi , abbracciarvi, e per dl,a ' u j a , felise la venuta delle Truppe \pV& x > w line della Commedia,